venerdì, gennaio 23, 2009

Risvegli e Facebook

Ieri al lavoro non sono stato bene. Mi è andata via la voce per un'infiammazione alle corde vocali, ed anche oggi la situazione è tragica. Oggi sto a casa.

Quando sono a casa mentre gli altri lavorano il mio supersviluppato encefalo costruisce teorie e congetture per poi distruggerle nel giro di un secondo. In genere lui (il cervello) si occupa di cospirazioni globali (es. "11 Settembre: cosa ci nasconde la CIA?") oppure di fare a pezzi con un coltello ed un paio di pinze tutte le persone che mi stanno sul c...o (che palle 'sta censura, Maya), mentre queste mi implorano di risparmiare almeno i loro figli, che io effettivamente risparmio ma solo per ucciderli quando anch'essi avranno dei figli.

Oggi in particolare il mio cranietto si è concentrato su Facebook. Perchè uno dovrebbe essere tentato di mettere i c...i propri in piazza? Questa domanda a sé stante ha una risposta sola: "uno non dovrebbe". Eppure 100 milioni di persone al mondo lo fanno, me compreso.

Prima di andare avanti apro una parentesi: tra i miei amici io sono sempre stato quello più "progressista". Quando nessuno aveva la chat io ho installato MSN, e nel giro di 3-4 mesi mi hanno seguito tutti a ruota. Quando nessuno aveva il blog io l'ho creato (Spaces di MSN) e nel giro di 3-4 mesi tutti mi hanno copiato. Poi in realtà mi sono scocciato di queste cose e sono stato tra gli ultimi ad iscrivermi a Facebook. Chiusa parentesi.

Quello che mi chiedo a questo punto è: ma se io me ne andassi da Facebook anche qualcun altro se ne andrebbe? Sono sicuro di non essere l'unico a scocciarsi di 'sta menata della virtual community e del fatto di essere perseguitato dai problemi degli altri andando a leggere morbosamente i loro stati. Magari un giorno farò questo esperimento. Sarò progressista fino al paradosso. Voglio un ritorno ai campi ed alla terra! Voglio Jena Plinskeen che spegne il mondo!

Maya sa già chi sono i poveri della terra.... maledetti come vi invidio...

1 commento:

Brigida Sorice ha detto...

Quanto hai ragione...
mettere sulla piazza i c**i propri (e dai scusa Lu', lo sai che non sopporto le parolacce!) o le proprie foto (uno degli ultimi album pubblicati di una mia amica si intitolava Me&MyLove..che sbocco!) non significa altro che: 'guarda quanti amici ho e come mi diverto la sera, guarda che bella coppia siamo, guarda (!) anche i colleghi mi scrivono e sì, quasi quasi inizio a guardare per un volo low cost per marzo...sì, a me e alla mia vita di coppia serve proprio un viaggio..così potrò pubblicare le foto (!!)'..

Bè non sono stata mai brava a trovare la morale della favola ma ho sempre pensato che i ricordi, quelli veri, non vanno messi su piazza ma vanno tenuti con sè, anche senza stare a rivedersele sempre.
Mia madre mi ha insegnato che bisogna essere gelosi delle proprie cose.

Brì