In questo fine settimana mi sono persa in non-telefonate, libri e i miei pantaloncini verdi 'Everlast'.
Mi sono sentita a mio agio in molte circostanze e tagliata fuori (ma di brutto) in altre.
Avrei voluto che alcune conversazioni non fossero state soltanto telefoniche: non sempre si riesce a fare quello che si vuole lo so, non sempre riesco a tradurre con le parole quello che penso, lo considero un grandissimo limite della razza umana.Se solo riuscissimo a comunicare in altro modo, mi chiedo, quali sarebbero le conseguenze?Non parlo di poteri soprannaturali, come la lettura del pensiero, e neanche di sesto senso, ma di parole diverse e di un linguaggio fatto di altro...ma non di 'Parole', nel senso della parola.
Sento che non mi basta più neanche scriverlo e nè tantomeno in questo modo riesco a far affievolire L'Orribile Sensazione Di Impotenza.Non riesco più a contenere la rabbia che deriva dal fatto che ogni cosa che dico (o mi si dice) non venga presa in valore assoluto, e cioè per quella che è, cerchiamo sempre di ingabbiare le parole degli altri, farle nostre, rielaborarle e infine avere la presunzione di aver capito tutto.
NO, non hai capito un cazzo.
La cosa che non mi spiego è che non ci si riesce neanche tra fratelli e sorelle o componenti dello stesso nucleo familiare, dove il modo di pensare è più o meno 'ereditato' oppure dettato dal luogo e dalle regole in cui si è vissuti.Dovrei smetterla di voler trovare sempre una soluzione a tutto oppure dovrei smetterla di avere i miei punti fermi, quelli che mi fanno stare tanto bene, quelli che nessun altro capisce, quelli che mi cullano...
Ieri mi hanno detto che sono troppo sicura di me.
PRESUNZIONE.
E' incredibile eh? Siamo tanti piccoli Freud sugli altri e vogliamo spiccare in considerazioni brillanti, quelle che spiazzano.Ma si' facciamoglielo pur credere!!! 'si, sai, sono troppo sicura di me, è un mio grandissimo difetto, ma guarda, proprio non riesco a trovare qualcuno che mi faccia scendere dal piedistallo'.
Istinto di selezione naturale.
Cio' che scatta a queste parole è una piccola vocina che nasce in un non precisato punto del cervello, che mette in moto delle reazioni chimiche e secerne qualche fluido che magari finisce in '..asi'.Vocina: 'sono io!!cioè siamo noi!!sono io che ti farò scendere dal piedistallo, scardinerò tutte le tue certezze, ti farò credere che ho capito tutto quando..in realtà..non ho capito niente'.Nemmeno il 2%.
Ma anche questo post, potrebbe essere tutto un bluff e la storiella potrebbe solo essere un vago racconto di qualcosa che succede continuamente alle persone.Cose già viste, aria fritta e filosofia da due soldi.
Le cose importanti solo altre ma so benissimo che è meglio parlare di cose futili, quelle comuni a tutti, quelle che 'fanno conversazione'...come ci sguazzo.Un esempio. Sabato ho totalizzato: 1 vodka sour maracujia, 1 vodka red-bull, 1 bicchiere di vino e 1 daiquiri con fruttodella passione (era ora!!!): alluvione totale. Andate a casa e dite alle vostre mamme che va tutto bene.
Eppoi che succede dopo le cazzate...devo ritrovarmi in mezzo a 150 persone completamente ubriache che ballano nemmeno loro sanno cosa(magari i DM con 'Just can't get enough' di cui puntualmente sbagliano le parole) e una, quella che ti sta a cuore, che vuole solo tornare a casa e magari diventare lanuova campionessa mondiale di pianto.Non ci si deve costringere, le lacrime non vanno mai ingoiate.Voler bene non basta.Volersi bene nemmeno.
Poi passa AR.
Maya.
lunedì, maggio 28, 2007
Tempesta Elettrica
Pubblicato da
Brigida Sorice
alle
08:28
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
1 commento:
Le persone sanno essere spesso un inutile serbatoio di parole usate come companatico, medicina per tutti i mali, byte per tenere sempre full i buffer della vita...Salvo poi scoprire che è così facile costruire castelli fondati nel nulla, vedere che non è difficile scardinare i portoni che sembravano così saldi. E siamo tutti un po' sibillini, annaspando nel nulla rispondendo "bene grazie" ad ogni "come va?". Ritorno alla mia vita dopo un we concentrato a finalizzare il lavoro di circa 2 anni di duro lavoro, con successo. Eppure c'è la sensazione che la mia radio oggi abbia i filtri sfasati, la mia stazione preferita emette a tratti. E pensare che ho sognato per due notti di sintonizzarmi per il monday night live! E ancora una volta sono le parole a fregarmi, forse quel pizzico di appagamento misto all'egoismo di chi per una volta raggiunge il suo scopo.
Sì sì, si fà presto a rendersi conto di non aver capito una emerita "ciola", come si fà presto a riconoscere che non sarà un "tuzzo" a farci rinsavire. Ho sempre preferito il contatto fisico ad ogni altra manifestazione comunicativa perchè mi hanno spiegato che è dove riesco meglio....c'è un problema: a volte bisogna aspettare mentre sarebbe più comodo cambiare canale, magari avendo la sensazione di rimanere piantati per terra guardando la vita con aria distratta in cerca di felicità; una felicità quasi fosse anagramma perfatto di facilità. Basta barare su un'unica lettera!
Posta un commento