Tutto accadde un anno fa... Non ho mai avuto il coraggio di raccontare quello che successe, avevo paura di non essere creduto, di essere messo al bando dalla cosiddetta società civile e civilizzata.
In sostanza:
Mi chiama una mia ex amica ex collega universitaria e ci mettiamo d'accordo per fare un aperitivo alle 19:00 al Dinamo.
A quell'ora, come sempre devastato dal lavoro, arrivo sul posto, ci incontriamo ed entriamo nel locale. Lei comincia a parlarmi dei fatti suoi, cosa che già di per se non mi interessa, ed insistendo oltretutto su punti di cui veramente non mi importava nulla. I discorsi si protraggono per circa 45 minuti, sempre con lei che tiene la parola.
Ad un certo punto, l'impossibile accade. Davanti a me la scena sfuma...adesso mi trovo in un laboratorio chimico. Sono con il mento appoggiato su un bancone con un sacco di provette ed ampolle. Le provette ad un certo punto si mettono a parlare, mi rivolgono la parola, e ballano saltellando su dei piccoli piedini osceni. E parlano, parlano, parlano... Oddio se potessi dimenticare tale abominio, se ne avessi la forza! Dopo un istante interminabile la scena ritorna al presente e mi trovo nuovamente nel locale, seduto di fronte alla mia amica, con lei che continua a parlare dei cavoli suoi.
Mi alzo e le dico: "Scusa Xxx, sono veramente a pezzi, rischio di DORMIRE AD OCCHI APERTI, vado a casa".
Il mio grande dubbio è: avrò anche russato?
Lù